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Difendere, diffondere, monitorare e incentivare il Vero Smart Working

Martedì 26 Ottobre 2021 alle ore 14.30 Arianna Visentini, CEO e Presidente di Variazioni, si è recata a Roma presso la Camera dei Deputati per intervenire con un parere ufficiale nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 2282 Gagliardi, C. 2417 Barzotti, C. 2667 Lucaselli, C. 2685 Vallascas, C. 2817 Serracchiani, C. 2851 Giarrizzo, C. 2870 Giarrizzo, C. 2908 Villani, C. 3027 Mura e C. 3150 Zangrillo, recanti disposizioni in materia di Lavoro Agile e di lavoro a distanza.

Insieme a noi sono stati convocati i rappresentanti di Associazione bancaria italiana (ABI), Associazione nazionale società emettitrici di buoni pasto (ANSEB), Asstel – Assotelecomunicazioni, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (CNA), Confederazione italiana della piccola e media industria privata (Confapi) e Federdistribuzione.

Lo Smart Working è una grandissima leva per la ripresa economica del nostro sistema Paese ed è per questo opportuno promuovere e valorizzare gli utilizzi più virtuosi dello strumento.

Il Lavoro Agile come strumento di innovazione organizzativa e non come strumento di welfare

Grazie all’esperienza maturata negli anni e alle ricerche svolte, sappiamo che lo Smart Working funziona quando ci sono:

  • Competenze: la transizione verso un nuovo modo di lavorare richiede diffusione della conoscenza delle migliori pratiche, competenze trasversali (coordinamento, comunicazione, propensione a obiettivi, leadership) e competenze tecniche (digitali, tecnologiche, scientifiche). Al tempo stesso va favorito lo sviluppo della cultura delle organizzazioni, che devono evolvere verso nuovi modelli di lavoro più inclusivi.
  • Flessibilità: se l’Italia è tra i Paesi con i minori livelli di produttività è perché la dimensione del lavoro è ancora basata sul parametro del tempo e non del raggiungimento di obiettivi. Quando le persone possono decidere orari e luogo di lavoro, quando cioè c’è flessibilità, quel tempo viene recuperato e si trasforma in tempo lavoro, tempo di welfare o tempo per i consumi con evidenti riflessi sul PIL.
  • Semplicità: la potenza della Legge n. 81/2017 sul Lavoro Agile sta proprio nella sua semplicità,  che non ha bisogno di ulteriori specifiche e che favorisce meccanismi di sussidiarietà. L’iper-regolamentazione finisce per essere un deterrente all’adozione dello Smart Working.
  • Convenienza: è vero lavoro agile quando la convenienza è per tutti i soggetti coinvolti: il datore di lavoro, il lavoratore, il territorio, i clienti e gli utenti. Nel momento in cui si cerca di favorire una categoria a scapito di altre si corre il rischio, in realtà, di porre dei limiti all’utilizzo dello strumento e inevitabilmente discriminare proprio le categorie che si vorrebbe proteggere (per esempio, soggetti fragili, giovani madri, etc.).
sw

L’esperienza di Smart Working

L’adozione del Lavoro Agile pone al centro della relazione tra lavoratori e manager la fiducia e la responsabilizzazione dei lavoratori stessi, orienta al risultato e agli obiettivi, valorizzando le competenze a scapito della mera misurazione del tempo lavorato.

Il Lavoro Agile ha indubbiamente portato ad un aumento della produttività e ad un miglioramento delle competenze tecnologiche. I dati raccolti nel lockdown confermano quanto emerso anche nelle esperienze precedenti all’emergenza pandemica: il Lavoro Agile migliora la qualità della vita delle persone.

Per questo motivo lavoratori e manager intervistati intendono proseguire il lavoro agile, chiedendo che siano aumentati i giorni di Smart Working, nonché, prioritariamente, la flessibilità di poter scegliere questi giorni in autonomia.

audizione

Le nostre raccomandazioni in merito alle proposte di legge

  • Non posizionare il Lavoro Agile come strumento di welfare – per non consegnarlo al destino di istituti come il part-time o il telelavoro che, in definitiva, sono poco attraenti per le aziende e, quando vengono applicati, tendono di fatto a marginalizzare proprio le categorie di lavoratori che si vorrebbe proteggere. Quando il Lavoro Agile si definisce come strumento organizzativo e si posiziona come elemento manageriale, esso produce effetti positivi su tutta la popolazione aziendale, senza distinzioni, innescando dinamiche evolutive sotto il profilo culturale, di inclusione sociale e di innovazione.
  • Evitare la ridondanza normativa o l’iper-regolamentazione – nuove norme, ulteriori specifiche, distinzioni e regole, rischierebbero di ingessare procedure e scelte aziendali, ostacolando la diffusione dello Smart Working e, di conseguenza, di una cultura del lavoro più efficiente e sostenibile.

Il Lavoro Agile va difeso, diffuso, monitorato e incentivato

  1. Difeso: la Legge n. 81/2017 ha dimostrato di essere adeguata: riteniamo dunque che vada preservata da ulteriori interventi legislativi e dall’introduzione di nuovi istituti. Sarebbe meglio armonizzare la regolazione del settore pubblico con quello privato.
  2. Diffuso: è opportuno promuovere e valorizzare gli utilizzi più virtuosi del Lavoro Agile attraverso:
    – l’istituzione della Settimana/delle Giornate del Lavoro Agile;
    – campagne di promozione e valorizzazione delle applicazioni più virtuose;
    – il supporto per l’acquisizione delle competenze adeguate;
    – il supporto a progetti di rete, inter-aziendali e territoriali
  3. Monitorato: è opportuno creare una Task Force inter-ministeriale, ovvero implementare un’iniziativa di monitoraggio periodico dell’impatto del Lavoro Agile a livello economico e sociale e di reporting sull’andamento qualitativo e quantitativo del Lavoro Agile.
  4. Incentivato: è opportuno promuovere la diffusione del Lavoro Agile come “opportunità” e non come “obbligo”: suggeriamo il ricorso a strumenti di incentivazione economica che contemplino sistemi di decontribuzione o detassazione del reddito associati ad accordi individuali che prevedano di poter lavorare all’esterno dei locali aziendali per un minimo del 30% del monte ore/anno e per un minimo del 60% dei collaboratori ammissibili a condizione che la misura sia sancita da un accordo di prossimità. Si raccomanda di incrementare le quote di detax o decontribuzione per categorie fragili; l’introduzione di un credito d’imposta per gli investimenti effettuati in attrezzature tecnologiche, software e formazione specificamente funzionali all’introduzione e utilizzo del Lavoro Agile; cui si potrebbero aggiungere detrazioni dal reddito imponibile delle persone fisiche per gli acquisti in tecnologie e formazione effettuati direttamente dai lavoratori/trici.

Sarebbe auspicabile infine che i fondi per la digitalizzazione dell’azienda o per la formazione o per la conciliazione vita-lavoro vengano condivisi con i Ministeri titolari delle deleghe coerenti.

È disponibile, dal minuto 01:18:00, l’intervento di Arianna Visentini alla Camera dei Deputati del 26 ottobre.

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