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Dare e chiedere feedback: una competenza dello Smart Working

feedback competenze
Lara Zucchini

Psicologa per il benessere e formatrice in ambito Smart Working

Dare e chiedere feedback è una vera e propria competenza del lavorare in Smart Working.

A distanza e in presenza, infatti, l’unico modo in cui può esserci un reale confronto è attraverso lo scambio di feedback: un momento utile per indicare errori e punti deboli, ma anche punti di forza, e concentrarsi sui progressi, permettendo di risolvere situazioni critiche, di chiarire le aspettative reciproche e, allo stesso tempo, di sentire che tutta la squadra si sta muovendo nella stessa direzione.

Che cos’è il feedback e perché è necessario per lo Smart Working?

La parola “feedback” deriva dall’inglese “to feed” che significa “alimentare” e da “back” che significa “all’indietro”, “alimentare all’indietro”.
Da un punto di vista relazionale, il feedback acquisisce il significato di un segnale, che ci consente di dare un riscontro all’altra persona con la quale si è in relazione.
Si tratta di un fenomeno, quindi, che avviene nel processo di comunicazione ed è un’opinione obiettiva riguardo alle prestazioni, al comportamento, ad un compito o una situazione specifica.

  • Il feedback NON è un giudizio, né un consiglio, né una valutazione dell’altro
  • Il feedback NON viene usato solo per mostrare all’altro che cosa ha sbagliato

È necessario darsi feedback? Assolutamente si. Senza feedback non avremmo e non daremmo riscontri, non ci sarebbero confronti, né possibilità di evoluzioni del rapporto e possibilità di miglioramento del comportamento.

Il feedback è lo strumento che ci consente di dare un riscontro alle persone che collaborano con noi sulle loro prestazioni e sui loro comportamenti: dire ciò che stanno facendo bene, ma allo stesso tempo individuare in quali punti potrebbero migliorare o eccellere. Infatti, il feedback non è atto solo ad informare, ma anche a stimolare, ispirare e motivare

Lara Zucchini, Smart Working Trainer di Variazioni

team

Cosa succede quando non si esercita il feedback in modo corretto?

In una relazione lavorativa, poche cose possono essere più dannose di un feedback dato male o di un feedback che non c’è mai stato.
Infatti, ricevere feedback negativi o addirittura non riceverli del tutto può essere un’esperienza destabilizzante che a lungo termine non permette di far evolvere in positivo il rapporto di lavoro.
Un feedback per realizzare il suo scopo ed essere quindi efficace, deve contenere una componente valutativa e un’altra informativa che abbia, oltre alla risposta corretta, indicazioni aggiuntive sul tema, errori commessi e soluzioni per migliorare.

È fondamentale ricordarsi di non essere generici, perché rischia di apparire non chiaro al ricevente, di non usare il “tu” ma parlare di “Io ho pensato”, di non usare termini come “mai”, “sempre”, “però” e di non aspettare che passi troppo tempo dopo l’accaduto o la situazione.

Come può migliorare la relazione di lavoro in Smart Working grazie al feedback?

Il feedback è una vera e propria competenza che deve necessariamente esserci, soprattutto a distanza. In Smart Working non possiamo confrontarci di persona in ufficio: l’unico modo in cui può esserci confronto, allineamento, sviluppo e miglioramento in Smart Working è attraverso lo scambio di feedback reciproci. Questo permette di:

  • sentirsi un team anche senza vedersi;
  • sperimentare l’errore e poter risolvere la situazione;
  • chiarire le aspettative reciproche;
  • sentire che tutto il team si sta muovendo verso la stessa direzione.

Il feedback può aumentare la motivazione: se viene a mancare, sentirsi allineati e ingaggiati è praticamente impossibile.

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Come si mette in atto?

Dare dei feedback è una competenza, ma anche saperli ricevere.

  • Il feedback deve essere formulato solo se l’intenzione è positiva, se va nella direzione di migliorare l’altro e il lavoro più in generale;
  • Quando si danno feedback è bene adeguare le parole alla persona con la quale si parla;
  • Importante è concentrarsi sul comportamento specifico che si vuole migliorare, in modo da dare un feedback sulle azioni e non sulla persona;
  • Meglio comunicare il feedback one to one;
  • Il focus finale deve essere sempre un’azione di miglioramento da concordare con l’altra persona.

Nelle relazioni di lavoro smart, il feedback è essenziale e per raggiungere lo scopo deve contenere una strategia ben focalizzata sul senso del messaggio che si vuole trasmettere e sul linguaggio idoneo da utilizzare. Il feedback, infatti, se ben strutturato apre nuovi punti di vista e scenari produttivi.

Il feedback: una competenza da allenare

Variazioni ha progettato due corsi specifici per Smart Worker e Manager utili per allenare la competenza di dare e ricevere feedback quando si lavora in Smart Working.

  1. Un’occasione di crescita: ricevere i feedback: il corso per Smart Worker per inquadrare il feedback attraverso consigli e strategie su come utilizzarlo, focalizzandosi sul suo senso e sui suoi obiettivi
  2. Smart Leadership II: dare e chiedere feedback: il corso per Manager che insegna ad usare il feedback come momento di crescita di tutto il team e come strumento imprescindibile nella valutazione delle prestazioni di lavoro

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