FAQ

In questa pagina trovi tutte le risposte aggiornate sullo Smart Working
in emergenza, suddivise per organizzazioni Private e Pubbliche.
In collaborazione con Maurizio Del Conte, Professore presso l’Università Bocconi di Milano, Presidente AFOL Metropolitana e ANPAL
Ultimo aggiornamento 12/01/2022

Smart Working e Green Pass

Le FAQ sull’obbligo di Green Pass.

Aziende

Le FAQ sullo Smart working per le aziende.

Pubblica Amministrazione

Le FAQ sullo Smart working per la PA.

LE FAQ SULLO SMART WORKING E L’OBBLIGO DI GREEN PASS


1. CHI LAVORA IN MODALITÀ SMART WORKING DEVE AVERE/ESIBIRE IL GREEN PASS?

No. Come chiarito da alcune FAQ aggiornate sul sito del Governo, chi lavora sempre in smart working non dovrà possedere e/o esibire il Green Pass, che serve unicamente per accedere ai luoghi di lavoro.

2. PER ACCEDERE AL LUOGO DI LAVORO E’ NECESSARIO IL SUPER GREEN PASS?

Fino al 15 febbraio, i lavoratori pubblici e privati con almeno 50 anni, potranno accedere al luogo di lavoro esibendo la Certificazione Verde Covid-19 (Green Pass), ottenibile anche con un test antigenico rapido o molecolare.
Mentre, a partire dal 15 febbraio e fino al 15 giugno 2022 gli stessi dovranno esibire il Super Green Pass, che si ottiene a seguito di vaccinazione o con la guarigione dal Covid. In quest’ultima casistica ricadono anche tutti coloro che compiono i 50 anni tra il 15 febbraio e il 15 giugno 2022.
La sanzione in caso di inottemperanza a tale previsione è compresa tra € 600 e € 1.500 €.

Per tutti gli altri lavoratori pubblici e privati, che hanno meno di 50 anni, per accedere al luogo di lavoro sarà sufficiente esibire la Certificazione Verde Covid-19 (Green Pass).

3. IL DIPENDENTE PUÒ CONSEGNARE AL DATORE DI LAVORO IL CERTIFICATO VERDE COVID-19? 

Sì, la Legge n. 165/2021 ha convertito il D.L. n. 127 del 2021. e con l’obiettivo di semplificare i controlli in fase di accesso ai luoghi di lavoro nel settore pubblico e privato, sarà possibile, per i lavoratori, su base volontaria, consegnare la Certificazione Verde Covid-19 al proprio datore di lavoro. I lavoratori che opteranno per questa soluzione saranno esonerati dal controllo in fase di ingresso al lavoro fino alla durate della validità del proprio Green Pass.

4. LO SMART WORKING PUÒ ESSERE USATO PER ELUDERE L’OBBLIGO DI GREEN PASS?

No. In ogni caso, come chiarito nelle FAQ aggiornate sul sito del Governo, lo smart working non può essere snaturato e, pertanto, utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass e non dà diritto ad una corsia preferenziale per accedere allo smart working.

5. COSA SUCCEDE AI LAVORATORI IN SMART WORKING DOPO IL 15 OTTOBRE 2021? DEVONO RIENTRARE IN UFFICIO?

Non esistono indicazioni operative generali ma deve essere effettuata una valutazione caso per caso. Atteso che rimangano in vigore tutte le misure di contenimento del virus previste dal Protocollo delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 (aggiornato il 6 aprile 2021) negli ambienti di lavoro, possiamo ritenere ancora efficace, almeno per il settore privato, la disposizione per cui è raccomandato “il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile er le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza”.
Tuttavia, se il datore di lavoro richiede esplicitamente la presenza del lavoratore in ufficio, se le policy individuali e/o collettive lo prevedono, il lavoratore ha l’obbligo di presenziare sul luogo di lavoro.

6. COSA SUCCEDE SE IL LAVORATORE IN SMART WORKING VIENE CONVOCATO PER UNA RIUNIONE DOPO IL 15 OTTOBRE 2021 E NON È IN POSSESSO DI GREEN PASS? PUÒ CONTINUARE A LAVORARE IN SMART WORKING?

Il rifiuto ad eseguire la prestazione lavorativa in presenza, in ragione della mancanza del Green Pass ha, come conseguenza, l’assenza ingiustificata dal rapporto di lavoro (senza retribuzione), senza che ciò comporti l’avvio di procedimenti disciplinari.
Quanto all’eventualità che il lavoratore continui a prestare la propria attività in regime di smart working, sarà necessario verificare, al fine di evitare l’insorgere di contestazioni ed in applicazione dei principi di correttezza e buona fede.
L’adozione di una policy di rientro è suggeribile anche per disciplinare questo tipo di casistiche.

LE FAQ SUL LAVORO AGILE PER LE AZIENDE


1. FINO A QUANDO SARÀ POSSIBILE RICORRERE ALLO SMART WORKING SEMPLIFICATO?

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021 la possibilità di adottare lo smart working semplificato, prima prevista unicamente fino al 31 Dicembre 2021, viene prorogata fino al prossimo 31 Marzo 2022.
Infatti, ai sensi dell’art. 16 dello stesso D.L. n. 221/2021, il termine per l’utilizzo della procedura semplificata di comunicazione dello smart working di cui all’art. 90, commi 3 e 4, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito  in L. 17 luglio 2020, n. 77, è stato ufficialmente prorogato fino al 31 marzo 2022 anche per le aziende del settore privato.

2. ALLA LUCE DEI NUOVI PROVVEDIMENTI, LO SMART WORKING È OBBLIGATORIO NEL SETTORE PRIVATO?

No, la circolare del 5 gennaio, firmata dal Ministro per la P.A. (Renato Brunetta) e dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (Andrea Orlando), visto il protrarsi dello stato di emergenza, raccomanda il massimo utilizzo di modalità di Lavoro Agile. Non è dunque previsto alcun obbligo.

3. DURANTE LA FASE EMERGENZIALE, SE L’AZIENDA OPTA PER LO SMART WORKING SEMPLIFICATO O SMART WORKING ORDINARIO, COSA CAMBIA IN RELAZIONE AI DIRITTI/PRIORITÀ?

Nulla. Fino al permanere dello stato emergenziale, valgono le stesse regole in relazione a diritti/priorità a prescindere dalla scelta dell’azienda di aderire allo smart working semplificato o di optare per lo smart working ordinario.

4. QUALI CATEGORIE DI LAVORATORI BENEFICIANO DEL DIRITTO DI ACCEDERE ALLO SMART WORKING?

Fino alla cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale, hanno diritto a svolgere la propria attività lavorativa in modalità agile, fintanto che questa risulti compatibile con le mansioni svolte:

  • Lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare un persona con disabilità, ovvero i lavoratori immunodepressi e i familiari conviventi (D.L. 18/2020, art. 39);
  • Lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio e dunque rientranti nel regime di “sorveglianza sanitaria straordinaria” (art. 83, co. 1, .D.L. 34/2020) in ragione di:
    • età;
    • condizione di rischio derivante da immuno-depressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita.

In questi casi, come richiamato dalle note Direz. Centrale INAIL prot. 10962 del 5 luglio 2021 e Direz. Centrale INAIL prot. 14972 del 29 settembre 2020, il medico competente, tra le soluzioni adottabili ai fini della tutela della salute di questi soggetti, può suggerire “l’osservanza delle misure di sicurezza, eventualmente più restrittive, particolarmente volte ad evitare la rischiosa compresenza nell’ambito dei locali di lavoro, oltre che la limitazione della presenza a determinate giornate da individuarsi concordemente nell’arco settimanale o mensile“.
In sostanza, in questo caso, non si tratterebbe in effetti di una priorità che discende direttamente dalla legge, bensì indirettamente prevista da quest’ultima e applicabile sulla base delle determinazioni del medico competente.

5. QUALI NOVITÀ PER I LAVORATORI FRAGILI?

Per i “lavoratori fragili”, fino al 28 febbraio 2022, permane il diritto a svolgere la prestazione lavorativa in smart working, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o attraverso lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale.

Sarà un decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione, ad individuare le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali, fino al 28 febbraio 2022, si può applicare quanto sopra previsto.

Il decreto andrà adottato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del D.L. 221 del 2021

Ricordiamo che per Lavoratori “fragili” (art. 26, D.L. n. 18/2020 (conv. in L. 27/2020), come modificato dall’art. 15 del D.L. 41/2021 convertito in L. 69/2021), fino alla pubblicazione del Decreto suddetto si intendono:
– in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, co. 3, L. 104/1992)
– in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita.

6. LE CATEGORIE DI LAVORATORI PER LE QUALI È PREVISTA LA  PRIORITÀ DI ACCESSO ALLO SMART WORKING, POSSONO USUFRUIRE DEL BENEFICIO SOLAMENTE FINO AD UNA DETERMINATA SCADENZA?

No, per tali categorie di lavoratori non è previsto un termine di scadenza del beneficio, che si intende pertanto strutturale.

Al di là del periodo di emergenza da Covid-19, si ricorda che, oltre le succitate lavoratrici-madri, anche i lavoratori con figlio disabile a carico possono comunque beneficiare di un diritto di precedenza nell’accesso allo smart working, fintanto che le loro mansioni siano compatibili con tale modalità di lavoro.

7. IN CHE COSA CONSISTE LO SMART WORKING SEMPLIFICATO?

Si ricorda che la modalità semplificata consiste nella possibilità di:

  • Utilizzare la modalità di lavoro agile, in relazione ad ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali.
  • Utilizzare la comunicazione semplificata su Cliclavoro (alla pagina disponibile qui).
  • Assolvere agli obblighi di informativa in merito alla sicurezza sul lavoro in via telematica, anche utilizzando la documentazione messa a disposizione dall’INAIL.

8. COSA SUCCEDE A DECORRERE DAL 1° APRILE 2022?

Fatte salve ulteriori proroghe dello smart working semplificato, da tale data per accedere alla modalità di lavoro agile sarà necessario seguire la procedura ordinaria e quindi si tornerà ad applicare gli accordi individuali (e gli eventuali regolamenti/policy di smart working nel frattempo adottati), nonché tutti i restanti adempimenti previsti dalla normativa ordinaria ossia, in particolare, dalla Legge 22 maggio 2018, n. 17, e dalle recenti novità introdotte dal Protocollo Nazionale sul Lavoro Agile nel settore privato sottoscritto il 7 dicembre 2021.

Pertanto, entro il 31 marzo 2021:

  • nei casi in cui sia stato attivato, durante la fase emergenziale, lo smart working semplificato a tempo determinato fino al 31/03/2022 (o altro termine antecedente) il datore di lavoro dovrà valutare l’opportunità di optare per un inserimento stabile di tale modalità lavorativa nell’organizzazione aziendale e, qualora intenda procedere in tal senso, dovrà necessariamente predisporre gli accordi individuali da far sottoscrivere ai propri dipendenti, nonché eventualmente introdurre e/o aggiornare regolamento/policy aziendale di smart working;
  • nei casi in cui sia stato attivato, durante la fase emergenziale, lo smart working semplificato a tempo indeterminato sarà necessario definire e far sottoscrivere ai propri dipendenti gli accordi individuali, nonché eventualmente introdurre e/o aggiornare regolamento/policy aziendale di smart working.

9. COME SI FARÀ LA COMUNICAZIONE DI SMART WORKING DAL 1° APRILE 2022 QUALORA NON VENGA PROROGATA LA PROCEDURA SEMPLIFICATA?

Ad oggi non sono previste deroghe alla procedura ordinaria prevista originariamente dalla legge 81/2017.

La procedura di comunicazione, salvi ulteriori interventi legislativi, sarà ancora basata sul disposto dell’articolo 23, comma 1 della Legge 81/2017, per il quale l’accordo individuale e le sue modificazioni devono essere comunicati telematicamente attraverso un’apposita procedura online per l’invio della comunicazione.

Inoltre, è possibile effettuare la comunicazione in forma massiva qualora vengano sottoscritti dallo stesso datore di lavoro un numero elevato di accordi.

Per accedere alla procedura è possibile utilizzare lo SPID.

Per ulteriori informazioni dettagliate sugli step della procedura di comunicazione, ti invitiamo a consultare la guida messa a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che trovare qui.

10. QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI PER ATTIVARE LO SMART WORKING SEMPLIFICATO?

Gli adempimenti da tenere in considerazione per l’attivazione dello smart working semplificato sono:

  • La consegna ai lavoratori (e al RLS) dell’informativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui all’art 22 della L. 81/2017, da effettuarsi anche in modalità telematica (tramite l’invio mediante e-mail o PEC). L’INAIL ha messo a disposizione un template di informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile, utilizzabile per l’adempimento di tale onere di comunicazione (puoi trovare qui il template INAIL).
  • La comunicazione, attraverso il portale Cliclavoro (alla pagina disponibile qui), di attivazione della modalità di lavoro agile. La comunicazione avviene attraverso l’invio di un elenco riportante i dati anagrafici ed assicurativi dei lavoratori agili, nonché la data di inizio e di fine della modalità di lavoro agile per ciascun lavoratore.
  • Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha messo a disposizione un template di “elenco dei lavoratori” che i datori di lavoro possono usare per procedere alla comunicazione dell’adozione della modalità agile semplificata (qui).

11. COME VA INVIATA L’INFORMATIVA SULLA SICUREZZA? COSA SI INTENDE CON INVIO TELEMATICO?

 Per invio telematico si ritiene sufficiente l’invio tramite mail; è ovviamente ancora valida la consegna dell’informativa cartacea con sottoscrizione della stessa per ricevuta.

12. L’ART. 90 COMMA 4 DEL DL RILANCIO PREVEDE CHE GLI OBBLIGHI DI INFORMATIVA (IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO) DI CUI ALL’ART 22 DELLA L. 81/2017 POSSANO ESSERE ASSOLTI IN VIA TELEMATICA, ANCHE RICORRENDO ALLA DOCUMENTAZIONE RESA DISPONIBILE SUL SITO DELL’INAIL. DOVE È POSSIBILE RECUPERARE LA DOCUMENTAZIONE CITATA?

L’informativa si può scaricare (in formato word) a questo indirizzo.

13. È POSSIBILE INVIARE L’INFORMATIVA GIÀ PREDISPOSTA PER I PRECEDENTI LAVORATORI AGILI O È OPPORTUNO UTILIZZARE L’INFORMATIVA FORNITA DALL’INAIL?

Se l’informativa è stata redatta ai sensi dell’art 22 L. 81/2017 non vi è motivo di utilizzare quella predisposta dall’INAIL, l’utilizzo della informativa predisposta dall’INAIL è una facoltà non un obbligo.

14. È NECESSARIO CHE IL LAVORATORE CONTROFIRMI L’INFORMATIVA?

No, farà fede l’invio telematico.

15. CON LO SMART WORKING IN EMERGENZA VORREI FARE COMUNQUE L’ACCORDO CON I LAVORATORI COSÌ RIMANE VALIDO ANCHE OLTRE LO STATO DI EMERGENZA, È POSSIBILE?

È sempre possibile applicare la procedura standard.

16. SE DURANTE LO STATO DI EMERGENZA DOVESSI CONCEDERE PIÙ GIORNI DI SMART WORKING, DEVO RIFARE L’ACCORDO INDIVIDUALE? SONO PREVISTI ULTERIORI ADEMPIMENTI?

Il nostro parere è di non rifare gli accordi; nel caso specifico si potrebbe inviare a tutti gli smart worker una mail/circolare specificando che la situazione in costante evoluzione rende consigliabile, per prudenza, in via temporanea e fino a nuova comunicazione, un maggior ricorso allo smart working.

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LE FAQ SUL LAVORO AGILE NELLA PA


1. LO SMART WORKING “EMERGENZIALE” TERMINA IL 15 OTTOBRE 2021 O RESTA IN VIGORE FINO AL 31 DICEMBRE 2021?
Ai sensi dell’art. 1, comma 1, del DPCM 23 settembre 2021, “dal 15 ottobre 2021, la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni è soltanto quella svolta in presenza.”
Il comma 2 del predetto art. 1, precisa che “nell’attuazione di quanto stabilito al comma 1, le amministrazioni assicurano il rispetto delle misure sanitarie di contenimento del rischio di contagio da Covid19 impartite dalle competenti autorità.”
Pertanto, fermo restando il rispetto delle norme in materia di contenimento del rischio di contagio da Covid19, a partire dal 15 ottobre 2021 si tornerà al regime previgente all’epidemia pandemica, disciplinato dalla Legge 22 maggio 2017, n. 81, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, venendo meno il regime emergenziale a far data dallo stesso 15 ottobre 2021.

2. DAL 15 OTTOBRE 2021, QUINDI, LO SMART WORKING È ATTIVABILE SOLO SULLA BASE DI UN ACCORDO INDIVIDUALE? SE SÌ, È NECESSARIO CARICARE OGNI ACCORDO INDIVIDUALE SUL PORTALE CLICKLAVORO OPPURE SI PUÒ CONTINUARE A PROCEDERE CON L’INSERIMENTO MASSIVO?

Il ritorno al regime ordinario del Lavoro Agile comporta, tra l’altro, la necessità dell’accordo individuale, così come previsto dall’art. 18, della Legge 22 maggio 2017, n.81. Secondo il DM 8 ottobre 2021, l’accordo individuale di cui all’articolo 18, comma 1, della Legge 22 maggio 2017, n. 81, deve definire, almeno: 1) gli specifici obiettivi della prestazione resa in modalità di Smart Working; 2) le modalità e i tempi di esecuzione della prestazione e della disconnessione del lavoratore dagli apparati di lavoro, nonché eventuali fasce di contattabilità; 3) le modalità e i criteri di misurazione della prestazione medesima, anche ai fini del proseguimento della modalità della prestazione lavorativa in modalità Smart Working.

Quanto all’inserimento dell’accordo individuale di Smart Working, non esiste al momento un testo normativo di coordinamento con la disciplina speciale in materia di lavoro alle dipendenze della PA e lavoro privato per quanto attiene agli adempimenti relativi alle modalità di inserimento. Al momento, il sistema informatico del MLPS riceve le comunicazioni degli accordi di Smart Working esclusivamente in via semplificata mediante apposito applicativo. Dunque, sarà necessario attendere l’aggiornamento della normativa e il conseguente aggiornamento del sistema informativo da parte del MLPS prima di ritornare alle modalità di inserimento degli accordi di lavoro agile già adottate prima della introduzione del sistema emergenziale semplificato.

3. COSA SUCCEDE AGLI ACCORDI INDIVIDUALI DI SMART WORKING SEMPLIFICATI CARICATI DURANTE LA FASE EMERGENZIALE? È POSSIBILE CONTINUARE AD APPLICARLI FINO AL 31 DICEMBRE 2021 O È NECESSARIO STIPULARE NUOVI ACCORDI DI SMART WORKING SECONDO LA NORMATIVA “ORDINARIA”?

Nelle more della definizione degli istituti del rapporto di lavoro connessi allo Smart Working da parte della contrattazione collettiva e della definizione delle modalità e degli obiettivi dello Smart Working da definirsi ai sensi dell’art.6, comma 2, lettera c), del Decreto Legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2021, n. 113, nell’ambito del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), l’accesso al Lavoro Agile potrà essere autorizzato nel rispetto delle seguenti condizionalità: a) lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile non deve in alcun modo pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi resi all’amministrazione a favore degli utenti; b) l’amministrazione deve garantire un’adeguata rotazione del personale che può prestare lavoro in modalità agile, dovendo essere prevalente, per ciascun lavoratore, l’esecuzione della prestazione in presenza; c) l’amministrazione mette in atto ogni adempimento al fine di dotarsi di una piattaforma digitale o di un cloud o comunque di strumenti tecnologici idonei a garantire la più assoluta riservatezza dei dati e delle informazioni che vengono trattate dal lavoratore nello svolgimento della prestazione in modalità agile; d) l’amministrazione deve aver previsto un piano di smaltimento del lavoro arretrato, ove sia stato accumulato; e) l’amministrazione, inoltre, mette in atto ogni adempimento al fine di fornire al personale dipendente apparati digitali e tecnologici adeguati alla prestazione di lavoro richiesta; f) l’accordo individuale di cui all’art. 18, comma 1, della Legge 22 maggio 2017, n. 81, deve definire, almeno: 1) gli specifici obiettivi della prestazione resa in modalità agile; 2) le modalità e i tempi di esecuzione della prestazione e della disconnessione del lavoratori dagli apparati di lavoro, nonché eventuali fasce di contattabilità; 3) le modalità e i criteri di misurazione della prestazione medesima, anche ai fini del proseguimento della modalità della prestazione lavorativa in modalità agile; g) le amministrazioni assicurano il prevalente svolgimento in presenza della prestazione lavorativa dei soggetti titolari di funzioni di coordinamento e controllo dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti amministrativi; h) le amministrazioni prevedono, ove le misure di carattere sanitario lo richiedano, la rotazione del personale impiegato in presenza, nel rispetto di quanto stabilito dal presente articolo.

Pertanto, alla luce di quanto sopra, l’Ente potrà continuare ad applicare, fino al 31 dicembre 2021, gli accordi semplificati di Smart Working caricati durante la fase emergenziale, a condizione che soddisfino i requisiti sopra elencati.

4. A PARTIRE DA QUANDO È OBBLIGATORIO IL RIENTRO DEI PUBBLICI DIPENDENTI PRESSO GLI UFFICI?

Il DPCM 23 settembre 2021 ha disposto che “A decorrere dal 15 ottobre 2021 la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, è quella svolta in presenza.”

Il rientro dovrà essere completo entro il 30 ottobre 2021, ma già dal 15 ottobre 2021 dovrà essere garantita la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front-office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back-office), anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza.

5. ANCHE DOPO IL 15 OTTOBRE 2021, LO SMART WORKING RESTA OBBLIGATORIO NEL SETTORE PUBBLICO? POSSO DECIDERE DI NON ADOTTARE LO SMART WORKING PER IL MIO ENTE, LADDOVE RICHIESTO?

Le Linee Guida per il Lavoro Agile nella P.A., sottoscritte il 30 novembre 2021, prevedono che il Lavoro Agile debba essere consentito a tutti i lavoratori e le lavoratrici, al di là della durata del contratto (indeterminato o determinato) e dalla tipologia di orario di lavoro (full time o part time). Dunque, si denota la volontà di estendere lo strumento al maggior numero possibile di dipendenti. Restano però esclusi coloro che lavorano in turno e coloro che utilizzano strumentazioni non remotizzabili.

Inoltre, la Circolare del 5 gennaio firmata dal Ministro della P.A. e dal Ministro del Lavoro, ricorda che ogni amministrazione può programmare il Lavoro Agile con una rotazione del personale settimanale, mensile o plurimensile con ampia flessibilità, tenuto conto che la prevalenza del lavoro in presenza indicata nelle linee guida potrà essere raggiunta anche nella media della programmazione plurimensile.

6. GLI ENTI CHE HANNO GIÀ APPROVATO I POLA (PIANI ORGANIZZATIVI PER IL LAVORO AGILE) POTRANNO CONTINUARE CON LO SMART WORKING, NELLE MORE DELLA DEFINIZIONE DEI PIAO (PIANI INTEGRATI DI ATTIVITÀ E ORGANIZZAZIONE)? CHE COS’È QUEST’ULTIMO?

Sì, ma nel rispetto delle condizionalità previste dal DM 8 ottobre 2021, fermo restando lo svolgimento di tutta la capacità operativa in presenza per la fruizione dei servizi da parte dell’utenza.

Il piano integrato di attività dell’organizzazione (PIAO) di ciascun Ente, introdotto dal Decreto Legge n.80/2021, è un documento destinato a contenere, tra le altre cose, il piano organizzativo del Lavoro Agile (POLA) e che fornirà a ciascun Ente, a partire dal 31 gennaio 2022, uno strumento di semplificazione e di pianificazione delle attività e delle strategie da porre in essere.

7. UN ENTE CHE ABBIA ADERITO AL PIANO ORGANIZZATIVO DEL LAVORO AGILE (POLA) E CHE SI SIA DOTATA DI UN APPROCCIO STRUTTURATO E ORGANIZZATO ANCHE SUL VERSANTE DEGLI STRUMENTI, PUÒ PROSEGUIRE LA SPERIMENTAZIONE IN VISTA DELL’ADOZIONE DEL PIANO INTEGRATO DI ATTIVITÀ E ORGANIZZAZIONE (PIAO) IN CUI IL POLA POSSA CONVERGERE?

In presenza di una pianificazione post emergenziale, che sarà comunque ridefinita nel PIAO, e del rispetto di tutte le condizionalità previste dal DM 8 ottobre 2021, il ricorso allo Smart Working non può ritenersi escluso.

8. GLI ENTI SONO TENUTI A FORNIRE COMUNICAZIONE SPECIFICHE AI PROPRI DIPENDENTI IN VISTA DEL RIENTRO DEI LAVORATORI PUBBLICI NEGLI UFFICI PREVISTO A PARTIRE DAL 15 OTTOBRE 2021 ED ENTRO IL 30 OTTOBRE 2021?

Gli Enti non sono obbligati a fornire comunicazioni specifiche, ma restano liberi di organizzarsi nel modo più confacente alla propria realtà purché rispettino le misure previste nel DM 8 ottobre 2021.

9. DAL 15 OTTOBRE 2021, PER GARANTIRE UN RIENTRO ORDINATO DEI LAVORATORI PUBBLICI NEGLI UFFICI, È PREVISTA LA FLESSIBILITÀ DEGLI ORARI DI INGRESSO E DI USCITA, COSÌ COME DEGLI ORARI DI APERTURA DEGLI SPORTELLI. OGNI ENTE HA PIENA AUTONOMIA?

Sì, ogni Ente ha piena autonomia nel disciplinare le diverse forme di flessibilità previste dal DM 8 ottobre 2021, ovviamente valutandole in relazione alle esigenze della propria utenza e del proprio territorio.

10. IL RIENTRO IN PRESENZA RICHIEDE NUOVI PROTOCOLLI DI SICUREZZA? QUALI SONO LE REGOLE MINIME DI PREVENZIONE ANTI-CONTAGIO DA RISPETTARE?

Il DM 8 ottobre 2021, sul quale il Comitato tecnico-scientifico (c.d.  “Cts”) si è espresso favorevolmente nella seduta del 5 ottobre 2021, si applica nel rispetto delle misure minime vigenti di carattere sanitario, coerenti con le autorizzazioni alle riaperture previste nei provvedimenti del Cts.

11. CHI È CONSIDERATO ESENTE DALL’OBBLIGO DI POSSEDERE ED ESIBIRE IL GREEN PASS PUÒ RICHIEDERE DI LAVORARE IN SMART WORKING?

I soggetti esenti dalla campagna vaccinale (che sono gli unici esenti dal possesso del Green Pass) possono comunque accedere agli uffici e lavorare in presenza, fermo restando la possibilità, per tutti i lavoratori in regola con il Green Pass, di utilizzare lo Smart Working al ricorrere delle condizioni previste dal DM 8 ottobre 2021.

12. ANCHE PER I LAVORATORI “FRAGILI” – PER I QUALI LA DISCIPLINA DI CUI ALL’ARTICOLO 26, COMMI 2 E 2-BIS DEL DECRETO LEGGE N.18/2020 È STATA PROROGATA DA ULTIMO FINO AL 28 FEBBRAIO 2022 – DEVONO ESSERE RISPETTATE LE CONDIZIONI PREVISTE DAL DM 8 OTTOBRE 2021, LA PREVALENZA DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA IN PRESENZA E LA STIPULA DELL’ACCORDO INDIVIDUALE?

Il DM 8 ottobre 2021 sul ritorno in presenza disciplina anche le modalità di svolgimento dello Smart Working. La norma di proroga consente al lavoratore fragile di usufruirne, ma questo non solleva l’Ente dal rispetto di quanto previsto dal DM 8 ottobre 2021.

13. DAL 15 OTTOBRE 2021, IN CASO DI CONTRAZIONE DEI SERVIZI SCOLASTICI PER CAUSE CONNESSE AL COVID-19 OIN CASO DI QUARANTENA DEL FIGLIO MINORE, L’ENTE POTRÀ AUTORIZZARE IL GENITORE-DIPENDENTE ALLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ LAVORATIVA IN MODALITÀ DI SMART WORKING?

Lo Smart Working non è più quello della fase emergenziale e dunque il ricorso a tale modalità di lavoro è consentito nei limiti della disciplina vigente e di quanto previsto dal DM 8 ottobre 2021.

14. SE È LO STESSO LAVORATORE A DOVER OSSERVARE UN PERIODO DI QUARANTENA, POTRÀ CONTINUARE A FARSI RICORSO ALLO SMART WORKING PER LA DURATA DI SUDDETTO PERIODO?

Anche in questo caso, la quarantena non è motivo per ricorrere allo Smart Working.

15. IL PERSONALE NON ADIBITO ALLE ATTIVITÀ DI FRONT OFFICE/BACK OFFICE AL PUBBLICO PUÒ EFFETTUARE SMART WORKING FINO AL 30 OTTOBRE 2021, NELLE MORE DEL RIENTRO DEFINITIVO, ALLA LUCE DELLA TEMPISTICA DEI 15 GIORNI PREVISTA DAL DM 8 OTTOBRE 2021?

I 15 giorni per le misure organizzative delle amministrazioni non escludono affatto il rispetto di quanto previsto dal DM 8 ottobre 2021, e non possono essere utilizzati a fini esclusivi. Si evidenzia che dal 15 ottobre 2021 l’ordinaria modalità di svolgimento della prestazione lavorativa è quella svolta in presenza e che, a decorrere dalla predetta data, le modalità di svolgimento dello Smart Working sono disciplinate dal citato DM 8 ottobre 2021.

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