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Come FITT ha declinato la Cultura nella sua realtà

FITT Group, leader internazionale nella realizzazione di sistemi completi in materiale termoplastico per il passaggio di fluidi, ha iniziato il suo percorso di Smart Working nel 2018, affrontandolo con strategia, resilienza e determinazione rispetto ai risultati.

FITT è un gruppo dinamico con un Top Management visionario e trascinatore nei confronti della popolazione aziendale e uno spirito innovativo su più fronti.

Quali obiettivi si sono posti per lo Smart Working? Come li hanno raggiunti? 

Partiti all’inizio del 2018 con l’insight di voler cambiare il modo di lavorare ed offrire dei benefici sia ai collaboratori che all’azienda, hanno consolidato il processo di cambiamento facendosi accompagnare da Variazioni.

La Cultura è stato l’elemento fondamentale che ha permesso un cambio di paradigma e che ha consentito loro di procedere con successo nella sperimentazione.

All’inizio, il percorso di Smart Working era destinato solo a qualche decina di persone; con l’evolversi delle sessioni formative, hanno proseguito con un onboarding graduale dei manager, così da assicurare adeguate condizioni di fattibilità e di soddisfazione vicendevole.

La loro intuizione è stata quella di comprendere che il percorso di Smart Working non era volto solo alla creazione di nuove regole di lavoro, ma aveva come scopo più ampio quello di dare un senso concreto al nuovo modo di lavorare attraverso un approccio win-win che portasse con sé la felicità delle parti. Per mettere in atto questa visione, il gruppo FITT ha dedicato il giusto tempo alla lettura dell’Organizzazione, comprendendo a fondo la Cultura di partenza e rimanendo disponibile all’ascolto autentico della popolazione aziendale. Ha svolto dei focus group con manager e smart worker, raccolto feedback e attivato delle sessioni di rispecchiamento; lavorando sul miglioramento delle pratiche e delle tecniche di lavoro, sulla metodologia e sullo stile.

Il loro obiettivo centrale è stato quello di rendere consapevoli sia i manager che i lavoratori e le lavoratrici: le responsabilità dei primi non cambiavano, ma cambiava l’interpretazione del ruolo e, quindi, il modo di agire.

Da perno centrale dell’organizzazione i manager diventano attori chiave per guidare la squadra e consentire lo sviluppo dell’autonomia del singolo; gli smart worker a loro volta crescevano in autonomia e responsabilità. Il tutto ha permesso di compiere una transizione da un modo di lavorare basato sull’assegnazione di compiti ad un approccio per obiettivi.

Quali sono state le top skill su cui il gruppo FITT ha insistito maggiormente? 

Il piano formativo è stato ampio e robusto e non ha dato nulla per scontato, partendo dai basic manageriali fino alle competenze per lavorare in smart working. I manager, infatti, avevano vissuti e percorsi lavorativi diversi e per questo motivo il gruppo FITT ha voluto dare loro una visione di partenza condivisa e motivante.

Col passare della formazione, tutti hanno compreso questo nuovo senso e hanno cambiato il loro modo di essere manager, attraverso il paradigma della libertà e della fiducia.

Quali i prossimi step che intraprenderanno per affrontare il loro futuro organizzativo? 


Il Gruppo FITT si sta preparando per il futuro post emergenziale e ha intenzione di lavorare su due versanti principali:

  • Estendere il progetto alle filiali estere del Gruppo, partendo da Francia e Principato di Monaco;
  • Creare le condizioni per l’applicazione della nuova Policy, la Freedom Policy in cui non vi è alcuna prescrizione sul numero di giornate e altri termini regolativi. Una Policy che rappresenta il loro modo di lavorare, basato su accountability, responsabilità, crescita e sul Reverse Smart Working: un concetto coniato da FITT che intende riportare in ufficio tutti i benefici tratti dal modo di lavorare smart.

 

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